Il Gran Suino Padano si presenta al Cibus
2010
La ricerca si fa impresa, ogni giorno
Ha un nome esotico, Anisakis, ma questo parassita dei pesci rappresenta un problema molto sentito da tutto il comparto ittico mondiale e il mediterraneo non fa eccezione. Presente in tutti gli areali marini, è in grado di parassitare molti pesci, dalle alici allo sgombro, dal merluzzo al tonno, e può passare all’uomo dando origine a una zoonosi, l’Anisakidosi, in grado di provocare ascessi e granulomi o reazioni allergiche.
Ologrammi, lattobacilli inattivati, farine speciali, questi alcuni dei tentativi messi sul tavolo in questi anni per tutelare e salvare dalle contraffazioni le nostre produzioni più pregiate. Alcuni di essi hanno trovato larga applicazione, altri sono stati abbandonati, altri ancora contestati proprio da coloro che avrebbero dovuto farne uso.
Nei paesi industrializzati le allergie e le intolleranze alimentari sono un importante tema che tocca da vicino la salute e la qualità della vita di vaste fasce della popolazione. Secondo quanto riportato dagli organi sanitari di controllo infatti circa il 20% degli italiani soffre di tali disturbi e il loro numero è comunque in aumento. Le allergie sono causate da proteine che, per questa loro proprietà, prendono il nome di allergeni.
L’esigenza di tracciabilità e rintracciabilità è nata a partire dalle pressioni dei consumatori a seguito delle varie crisi alimentari, prime fra tutte quella della BSE e del latte contaminato da aflatossine o diossina. Questi concetti sono entrati nell’uso comune anche se la loro utilità pratica, specie internamente alla filiera, è ancora scarsamente percepita.
Uno dei temi più dibattuti in questi anni è senza dubbio quello degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM). In particolare è spesso avvertita la necessità di poter identificare i prodotti da essi derivati. Allo scopo, con i regolamenti 1829/2003 e 1830/2003, l’Unione Europea ha reso obbligatoria l’etichettatura di tutti i prodotti che presentano un contenuto di OGM superiore allo 0,9%. Tale soglia di tolleranza si applica agli OGM autorizzati in Europa e vale anche per i prodotti di origine biologica. Per gli OGM non ancora autorizzati, ma valutati positivamente dall’EFSA, è ammessa una presenza accidentale dello 0,5%. Per gli altri vige la tolleranza zero. In Italia vige uno zero tecnico anche per le sementi. Ad oggi, a livello mondiale, sono stati autorizzati più di 140 OGM.
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