Un progetto contro diabrotica e fusarium

nov 25
2011

Oltre alla piaga storica della piralide, Ostrinia nublilalis, la maiscoltura italiana si trova a dover affrontare due nuove problematiche emergenti: Diabrotica virgifera e Fusarium verticillioides.

La prima è un coleottero che si nutre, allo stato larvale, sulle radici di mais, allo stato adulto sulle sete. Originario degli Stati Uniti, dove causa danni nell’ordine di un miliardo di dollari l’anno, è arrivato per la prima volta in Europa nel 1992 in Serbia, nelle vicinanze dell’aeroporto di Belgrado, e in Italia nel 1998 vicino a Venezia e Malpensa.

Il secondo, Fusarium, è un  fungo endemico in pianura padana, in grado di produrre alcune micotossine, chiamate fumonisine. Queste molecole sono ritenute responsabili di diverse patologie nell’uomo e negli animali. Il suo attacco è favorito dalla rosura della pianta da parte degli insetti e quindi, in aree particolarmente infestate da piralide, si osserva nel mais una più elevata incidenza di fumonisine. A rendere urgente la soluzione del problema delle fumonisine ha inoltre contribuito il regolamento comunitario 856/2005 che ha fissato delle soglie di tolleranza, per queste sostanze, che spesso rendono il mais italiano fuori norma. Read the rest of this entry »

Presentati i risultati on-farm per le grandi colture

apr 19
2010

Il 5 febbraio scorso sono stati presentati, presso il Parco Tecnologico Padano di Lodi, i risultati del “Progetto Grandi Colture e Reti Dimostrative Cerealicole 2009” che ha visto come protagonisti i risultati delle   sperimentazioni su scala aziendale “on-farm” e i risultati delle prove parcellari ottenuti nella scorsa campagna di semina per il mais, il riso e il sorgo. Il progetto ha coinvolto Lombardia, Piemonte e Veneto per le prove on-farm, con 50 siti sperimentali, a cui si sono aggiunti Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna e Toscana per le prove agronomiche.

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Presentati i risultati del Progetto BioBi dedicato al Biogas

mar 12
2010

Triticale

Il biogas è ormai da alcuni anni sotto la lente degli agricoltori, anche italiani, che ne stanno valutando l’opportunità in termini di efficienza e ritorno economico. Il processo è semplice e si basa sulla fermentazione dei sottoprodotti zootecnici o di specifiche biomasse vegetali al fine di produrre da un lato metano e dall’altro dei digestati con funzione fertilizzante. Dal metano, per cogenerazione, è poi possibile produrre calore ed energia elettrica direttamente utilizzabile in azienda. Per fare un bilancio dei pro e contro del biogas è stato presentato, nel 2008, dall’Università di Milano il progetto BioBi: Biomasse per Biogas.

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Lotta biologica contro la Diabrotica?

ago 16
2009

La coltivazione del mais in Italia riveste un ruolo di grande importanza soprattutto per l’agricoltura Padana. Questo non solo per le superfici investite, che superano il milione di ettari, più di un quinto dell’intera superficie europea a mais, ma anche e soprattutto per il legame che esso ha con le nostre produzioni zootecniche più pregiate. A mettere in crisi questa coltura è però in questi ultimi anni giunto un nuovo insetto: Diabrotica virgifera virgifera.

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Progetto MAIZ: verso mais altoproteici a basso contenuto di fumonisine

mag 03
2009

La zootecnia è un anello fondamentale all’interno del sistema agroalimentare nazionale. Le diete animali sono principalmente composte da formulati a base di mais e soia. Questo porta con sé due problemi di difficile risoluzione: per il mais serve un efficace controllo del contenuto di fumonisine, una classe di micotossine per cui il mais nazionale è spesso fuori norma rispetto ai limiti imposti dal Regolamento N. 1126/2007; per la soia, usata come fonte di proteine, esistono invece significativi problemi di approvvigionamento, essendo il nostro paese dipendente da importazioni per il 92% del suo fabbisogno. La produzione nazionale infatti non è sufficiente nemmeno per le produzioni tipiche. Per rispondere a queste due problematiche, nel 2005, è stato presentato a Regione Lombardia il Progetto MAIZ, “Mais per Alimentazione integrata in Zootecnia”. L’obiettivo era di affrontare il tema delle diete animali in modo innovativo, attraverso la messa a punto di ibridi di mais ad elevato tenore in proteine e con caratteristiche di resistenza o tolleranza agli attacchi di Fusarium.

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