Una banca per la biodiversità zootecnica

feb 22
2010

L’intensificazione dei sistemi produttivi, pur consentendo un significativo aumento della produttività, ha portato ad una forte erosione della diversità genetica zootecnica sull’intero territorio italiano. Questo fenomeno ha avuto effetti molto evidenti soprattutto nel nord Italia. In Lombardia ad esempio esiste un enorme patrimonio bovino, ma costituito per lo più da vacche di razza frisona. Grazie all’impegno di alcuni allevatori e delle istituzioni, si è comunque riusciti a custodire, anche nel contesto lombardo, alcune razze locali che presentano una certa originalità genetica, produttiva e culturale. Queste razze si presentano però con pochi capi e in gran parte dei casi si trovano ai margini dei processi di sviluppo zootecnico. E’ necessario quindi da un lato ridare loro competitività e valore economico e dall’altro sviluppare delle riserve genetiche che consentano di ricostruirle, in caso di estinzione o forte erosione genetica.

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Preservare la capra alpina

gen 31
2010

I caprini costituiscono una risorsa importante per l’economia di molti paesi. Secondo i dati FAO, i capi presenti a livello mondiale sfiorano il miliardo e sono una fonte importante di proteine animali, carne e latte, per molte popolazioni. La capra inoltre è spesso legata ad habitat particolari e a culture o consuetudini sociali peculiari.

L’Italia oggi ha poco meno di un milione di capi a fronte dell’1,3 milioni del 1960.

Uno degli aspetti più interessanti per l’allevamento caprino italiano è la sua collocazione in ambiente montano, una realtà importante in particolare nel sud e nel settentrione soprattutto per il numero di aziende presenti. Più del 40% delle strutture sono infatti site in aree montane.

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