Al via il progetto Gene2Farm

mar 06
2012

Scambio di favori tra Provincia di Lodi e Parco Tecnologico Padano. Mentre la prima, il 28 febbraio, presentava i risultati delle sperimentazioni 2011 sul mais a Cascina Codazza, il secondo, nella Sala del Consiglio della Provincia, lanciava il progetto europeo Gene2Farm. Un progetto di ricerca finanziato dalla Comunità Europea per rispondere ai bisogni dell’allevamento bovino. Obiettivo raccogliere le esigenze delle piccole e medie imprese zooteniche in tema di redditività e sostenibilità, e da lì partire per sviluppare sistemi tecnologici adattabili ai diversi contesti aziendali. Read the rest of this entry »

Resistere alla para-tubercolosi bovina

mag 16
2010

L’allevamento bovino è senza dubbio una delle attività agricole più importanti a livello europeo e nazionale. Carne e latte sono tra le produzioni più significative della nostra agricoltura e stanno alla base delle nostre diete, sia tal quali sia all’interno di molti prodotti lavorati. Proteggere dunque il benessere animale significa pertanto non solo aiutare gli animali a vivere meglio, ma anche a garantire prodotti sani e sicuri per i consumatori. La sola popolazione di bovini da latte europea conta circa 20 milioni di capi, di cui quasi 2 milioni in Italia.

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Sporigeni nel latte: gestione più facile (sofisticazione più difficile)

mar 13
2010

Le condizioni igienico-sanitarie delle stalle hanno fatto registrare miglioramenti enormi negli ultimi decenni rendendo il latte un prodotto non solo sano, ma anche sicuro per il consumo e conservabile per lunghi periodi. Parallelamente, con l’imporsi dei nuovi sistemi di distribuzione e con l’aumento degli standard qualitativi fissati dall’industria di trasformazione lattiero-casearia e dalla normativa, i produttori hanno visto sempre più da un lato ridursi i margini economici e dall’altro rinforzare il controllo sanitario sul proprio prodotto. Gli allevatori, per riuscire a produrre in quantità e qualità, oggi sono spinti innanzitutto a lavorare per garantire il benessere animale nelle proprie stalle uniche vere garanzie per avere un prodotto adeguato agli standard del mercato.

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Una banca per la biodiversità zootecnica

feb 22
2010

L’intensificazione dei sistemi produttivi, pur consentendo un significativo aumento della produttività, ha portato ad una forte erosione della diversità genetica zootecnica sull’intero territorio italiano. Questo fenomeno ha avuto effetti molto evidenti soprattutto nel nord Italia. In Lombardia ad esempio esiste un enorme patrimonio bovino, ma costituito per lo più da vacche di razza frisona. Grazie all’impegno di alcuni allevatori e delle istituzioni, si è comunque riusciti a custodire, anche nel contesto lombardo, alcune razze locali che presentano una certa originalità genetica, produttiva e culturale. Queste razze si presentano però con pochi capi e in gran parte dei casi si trovano ai margini dei processi di sviluppo zootecnico. E’ necessario quindi da un lato ridare loro competitività e valore economico e dall’altro sviluppare delle riserve genetiche che consentano di ricostruirle, in caso di estinzione o forte erosione genetica.

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2 progetti per rilanciare la zootecnia italiana

gen 11
2010

La zootecnia sta oggi vivendo un forte momento di crisi legato principalmente ad una diminuzione della rimuneratività delle produzioni che, da un lato, richiede una forte azione politica di sostegno del comparto e, dall’altro, un ripensamento complessivo verso un sistema più sostenibile e meno dipendente da input esterni. Questo si può ottenere in particolare attraverso l’adozione di animali più robusti che necessitino di meno farmaci e riescano a coniugare la performance produttiva con un miglioramento della qualità dei prodotti ed un maggior benessere. Grazie ai recenti progressi ottenuti attraverso i grandi progetti genoma, bovino e suino in particolare, e alla possibilità di utilizzare le nuove tecnologie basate sul DNA per impostare piani di selezione avanzata degli animali, è pensabile di ridisegnare gli schemi di miglioramento genetico sia per i caratteri di selezione storici sia per i caratteri complessi fino ad oggi difficilmente affrontabili con i soli strumenti della genetica classica.

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Scovare i geni della qualità della carne

ott 05
2009

Solo 3 mesi fa la rivista Science pubblicava i risultati del progetto Genoma Bovino: una dettagliata mappa genetica per orientarsi nel tracciare i piani di miglioramento genetico e selezione di questo animale che costituisce uno dei punti cardine dei sistemi zootecnici mondiali. Oggi i ricercatori coinvolti in quel progetto, durato 6 anni, hanno presentano, sul nuovo numero della rivista Animal Genetics, i primi risultati applicativi ad esso collegati. Sono stati infatti capaci di identificare i geni per il controllo e il miglioramento della qualità della carne bovina. Con l’accumularsi dei dati sul genoma infatti si erano accorti che alcuni geni mostravano una correlazione significativa con i parametri di qualità della carne. Da qui l’idea alla base del progetto GeMQual (Genetics of Meat Quality), poi sostenuto dalla Commissione Europea all’interno del 6 Programma Quadro della ricerca, che si era dato come obiettivo quello di identificare i geni che erano responsabili della differenza genetica e qualitativa delle carni appartenenti alle diverse razze.

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Mastite: nuovi strumenti per il benessere animale

giu 08
2009

In questi ultimi anni sono stati fatti numerosi progressi per migliorare la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari, soprattutto per il contenimento dei patogeni batterici più diffusi quali Campylobacter, Salmonella, Staphylococcus aureus, Bacillus, Clostridium ed Escherichia coli. Questi microrganismi sono responsabili di diverse sindromi da tossinfezione alimentare, come la sindrome emolitico-uremica causata da alcuni ceppi di E.coli O:157 e resa famosa nel corso delle recenti polemiche attorno alla sicurezza del latte crudo.

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Svelato il Genoma Bovino

giu 02
2009

Ci sono voluti sei anni, ma alla fine i trecento ricercatori del Consorzio Internazionale per il Sequenziamento del Genoma Bovino ce l’hanno fatta: sono riusciti a leggere e, come si dice in gergo, ad annotare le oltre tre miliardi di basi del genoma di questo animale che ha accompagnato la storia dell’umanità in questi ultimi 10.000 anni. A sancire il successo dell’impresa nientemeno che la copertina dell’ultimo numero di Science, che rappresenta assieme a Nature la principale rivista scientifica mondiale, sul quale sono stati pubblicati i risultati del progetto.

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