I funghi al servizio del florovivaismo

nov 16
2011

E’ da tempo noto che le radici delle piante interagiscono con un’ampia gamma di microrganismi e che queste interazioni, insieme con il suolo e le condizioni climatiche, rappresentino uno dei fattori che maggiormente influenza la crescita e la salute delle piante.

I funghi e i batteri del suolo che migliorano la fertilità e la performance delle piante vengono definiti “biofertilizzatori”. Tra questi un ruolo di primo piano è rivestito dai funghi simbionti ectomicorrizici e endomicorrizici che creano una simbiosi diretta con la pianta in quanto risultano capaci di influenzare la sua crescita migliorando l’assorbimento dell’acqua e dei nutrienti e aumentando la disponibilità di elementi minerali (ad esempio il fosforo) oltre a proteggerla dalle malattie radicali.

Assumono, quindi, un notevole interesse per lo sviluppo di una agricoltura più sostenibile e meno dipendente dalla chimica pur ottenendo prestazioni produttive di buon livello. Per questi motivi i funghi simbionti sono da anni sotto osservazione per migliorare le tecniche agronomiche e forestali.

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Ambiente e sicurezza dell’impresa alimentare

set 23
2011

Il giorno 19 ottobre 2011, alle ore 9.30, presso l’Hotel Crivi’s a Milano (corso di porta Vigentina 46 – MM Crocetta), si terrà un convegno dal titolo: “Le Responsabilità Amministrative e Penali in Materia di Ambiente e Sicurezza dell’Impresa Alimentare – Modelli Organizzativi per la Prevenzione“.

Il convegno, organizzato da Certiquality in collaborazione con il Parco Tecnologico Padano, è rivolto in particolar modo a titolari, datori di lavoro, responsabili di sicurezza, responsabili di stabilimento e consulenti aziendali.

Scarica il programma dell’evento.

La partecipazione all’incontro è gratuita, previa registrazione, compilando il form presente sul sito all’indirizzo www.certiquality.it/19ottobre2011.

Un metodo per scovare il Tasso giusto

ago 30
2011

Il Tasso

Il Tasso (Genere: Taxus) è una pianta che può avere interessanti proprietà farmacologiche. I suoi estratti possono infatti mostrare attività chemoterapica e antitumorale.

Saper identificare le specie e le varietà con le caratteristiche desiderate è molto importante.

Per questo, i ricercatori di Indena e Parco Tecnologico Padano, hanno sviluppato un apposito metodo basato sull’analisi del DNA che ora è in corso di accreditamento ISO 17025 per identificare il genere, le specie e le varietà più interessanti da un punto di vista farmacologico.

La notizia è apparsa anche sull’ultimo numero della rivista Laboratorio 2000.

Il PTP promuove Pomi L+, il pomodoro ricco in licopene

ago 01
2011

Pomì L+, un pomodoro ricco in Licopene

C’è anche lo zampino del Parco Tecnologico Padano dietro al nuovo pomodoro ricco in licopene che promette di essere non solo più buono ma anche di aiutare la nostra salute. Si chiama Pomì L+ e gli sono bastati tre giorni per conquistare i consumatori. Read the rest of this entry »

I risultati del monitoraggio OGM in Italia

lug 25
2010

Anche quest’anno il MiPAAF ha promosso il piano di monitoraggio OGM (Organismi Geneticamente Modificati), mirato a verificare l’assenza di OGM nelle sementi di mais e soia destinate alle semine sul territorio nazionale. Il programma nasce nel 2003 e rappresenta l’applicazione di quanto previsto dal Decreto Ministeriale del 27 novembre di quell’anno. Un decreto predisposto dopo il ritrovamento, nel luglio 2003, di diversi ettari di mais, in Piemonte e in altre regioni maidicole italiane, in cui era stata rilevata una presenza, seppur molto bassa, di sementi OGM. In quell’occasione la Regione Piemonte decise di distruggere in via precauzionale circa 180 ettari di mais mentre le altre, in accordo con il Ministero dell’Agricoltura, avevano optato per una destinazione non zootecnica del raccolto. Anche per evitare il ripetersi di problematiche simili, il decreto ministeriale prevede che tutte le sementi di mais e soia destinate alle semine sul territorio nazionale siano controllate ed ha incaricato specifiche istituzioni, in particolare l’ENSE (Ente Nazionale delle Sementi Elette) cui si affiancano l’Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualità dei Prodotti Agroalimentari e l’Agenzia delle Dogane, di effettuare controlli a campione usando una specifica metodologia di analisi.

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Azzerare i neonicotinoidi

giu 21
2010

L'uso dei neonicotinoidi è stato messo in relazione con la moria di api (CCD)

Il dibattito sull’opportunità o meno dell’uso dei neonicotinidi, una classe di insetticidi, nella concia del seme è giunto ad un primo atto normativo nel 2008 quando, a seguito di alcune segnalazioni di morie di api in concomitanza con la stagione di semina del mais, l’ex Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia ha bloccato in via precauzionale il loro utilizzo per la concia. Quattro in particolare le molecole fermate dal decreto del 17 settembre 2008: clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil. Il blocco è stato poi riconfermato l’anno successivo con un decreto di proroga datato 14 settembre 2009. A spingere il Ministero ad un rinnovo del blocco la drastica riduzione, registrata dal progetto APENET, delle segnalazioni di morie di api passate dalle 185 del 2008 alle sole 2 del 2009.

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Sporigeni nel latte: gestione più facile (sofisticazione più difficile)

mar 13
2010

Le condizioni igienico-sanitarie delle stalle hanno fatto registrare miglioramenti enormi negli ultimi decenni rendendo il latte un prodotto non solo sano, ma anche sicuro per il consumo e conservabile per lunghi periodi. Parallelamente, con l’imporsi dei nuovi sistemi di distribuzione e con l’aumento degli standard qualitativi fissati dall’industria di trasformazione lattiero-casearia e dalla normativa, i produttori hanno visto sempre più da un lato ridursi i margini economici e dall’altro rinforzare il controllo sanitario sul proprio prodotto. Gli allevatori, per riuscire a produrre in quantità e qualità, oggi sono spinti innanzitutto a lavorare per garantire il benessere animale nelle proprie stalle uniche vere garanzie per avere un prodotto adeguato agli standard del mercato.

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Presentati i risultati del Progetto BioBi dedicato al Biogas

mar 12
2010

Triticale

Il biogas è ormai da alcuni anni sotto la lente degli agricoltori, anche italiani, che ne stanno valutando l’opportunità in termini di efficienza e ritorno economico. Il processo è semplice e si basa sulla fermentazione dei sottoprodotti zootecnici o di specifiche biomasse vegetali al fine di produrre da un lato metano e dall’altro dei digestati con funzione fertilizzante. Dal metano, per cogenerazione, è poi possibile produrre calore ed energia elettrica direttamente utilizzabile in azienda. Per fare un bilancio dei pro e contro del biogas è stato presentato, nel 2008, dall’Università di Milano il progetto BioBi: Biomasse per Biogas.

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Parchi Agroalimentari: tutti per uno, uno per tutti

gen 16
2010

Da oggi l’agricoltura ha un servizio in più. I sette Parchi scientifici e tecnologici italiani che si occupano di agricoltura e alimentare hanno infatti raggiunto un accordo per condividere tra loro i servizi dedicati al settore. Se dunque, finora, ciascuno aveva agito in solitaria, cercando con le proprie forze di rispondere ai bisogni di innovazione e di servizi avanzati proveniente dal proprio territorio, con questo accordo ciascun parco si arricchisce dei servizi messi a disposizione dagli altri e, allo stesso tempo, ciascun territorio potrà accedere con facilità a quanto offerto da una rete di servizi, studi e laboratori di analisi che ora non ha più solo una valenza locale, ma servirà tutto il territorio nazionale.

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Tutelare i cereali Made in Italy

dic 13
2009

L’Italia è famosa per la sua cucina e per la cura con cui seleziona le sue materie prime. Nel panorama del Made in Italy due cereali la fanno da padrone: il riso e il grano duro. Queste due colture caratterizzano in modo significativo sia le aree di coltivazione che le rispettive cucine regionali con il nord, che coltiva il 90% del riso italiano, noto per il risotto, e il sud, che coltiva l’80% del grano duro italiano, che presenta una storia di pastai senza eguali nel mondo. La cucina Made in Italy può dunque essere uno strumento di valorizzazione anche della produzione primaria legando le ricette all’uso di varietà ed ecotipi locali salvaguardando così, non solo il reddito dei produttori cerealicoli, ma anche quel paesaggio rurale che costituisce il retroterra agro-ambientale in cui la nostra storia gastronomica è nata.

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